Qual è la differenza più grande tra l’università e le scuole superiori?

Semplice, all’università sei completamente libero!

Libero di scegliere se quella mattina ti sveglierai oppure no per andare a lezione, libero di programmare lo studio, libero di scegliere quale esame dare prima e quale dare dopo, libero di decidere quando iniziare a studiare… libero, libero, libero.

Che figata!

Sei sicuro che tutta questa libertà faccia veramente bene?

O meglio, sei sicuro di saper gestire tutta questa libertà?

Non so tu, ma io il primo giorno di università me lo ricordo ancora.

Sentivo che la mia vita era arrivata a una svolta epocale, finalmente niente compiti per il giorno dopo, niente obbligo di andare a lezione, niente scadenze fisse.

Mi sembrava bellissimo, era finalmente arrivato il giorno in cui io e solo io, avrei stabilito quanto dare gli esami, in che ordine darli e quando iniziare a studiare.

Questo stato di euforia mi faceva sentire padrone della mia vita, non sono i professori che programmano la mia vita, finalmente la programmo io.

Sulla carta non c’è niente di più bello e semplice, nella realtà non c’è niente di più impegnativo di darsi una rigida autodisciplina.

Hai mai fatto una corsa lunga molti chilometri senza fermarti, in cui hai chiesto al tuo corpo di dare il massimo, di superare i tuoi limiti e di fermarsi solo quando lo stabilisce la tua testa?

Immagina…

Hai corso per molti chilometri, più corri e più vorresti fermarti, ma continui, perché vuoi fare il percorso che ti sei prefissato.

Sei completamente assetato, questa corsa è lunghissima, non hai l’acqua e non vedi l’ora di bere, la tua bocca è secca, il tuo corpo ha bisogno di idratarsi.

Vorresti fermarti, ma non lo fai, non vuoi darla vinta alla fatica, sei assetato, sei distrutto, ma manca poco e vuoi dimostrare a te stesso che puoi farcela.

Finalmente vedi il traguardo, è vicino a te, ci sei quasi, il tuo corpo è stanco, hai bisogno di bere.

Ora sei arrivato, ce l’hai fatta, hai superato i tuoi limiti, hai fatto molti chilometri e ora l’unica cosa che vuoi è bere, vuoi solo una bottiglia d’acqua.

Afferri la bottiglia e bevi come se non lo facessi da una vita, non respiri neanche, bevi e basta, in quei sorsi butti giù tantissima acqua, in realtà molta di più di quanto te ne serva, fino a che stai per esplodere e la sputi per terra.

Che cosa centra questo con l’università?

Sei al quinto anno di scuole superiori, non ce la fai più.

Le solite facce dei soliti professori che vedi da 5 anni, non hai più voglia di vederli!

I soliti voti che danno da 5 anni, se per loro vali 7, ti danno comunque 7 anche se sei più preparato del tuo compagno che da 5 anni prende 8.

Perché diciamoci la verità, spesso i professori ti etichettano.

Se pensano che tu vali quel voto, ti danno sempre quello a prescindere dal fatto che tu possa essere più o meno preparato.

Inizi a fantasticare, inizi a pensare che tra solo un anno la tua vita sarà diversa, finalmente sarai all’università, finalmente potrai studiare quello che ti piace, finalmente nessun vecchio professore, finalmente ti potrai riscattare, finalmente potrai studiare quando vuoi…

Pensi a tutto questo e sei sul banco di scuola, la tua espressione è un po’ inebetita, stai sognando a occhi aperti.

Sai bene che devi resistere ancora per un anno, solo un anno e finalmente sarai fuori da quella maledetta scuola.

Non ne hai più voglia, ma c’è quest’ultima sfida prima del grande traguardo, solo un anno e poi finalmente sarai libero.

Gli ultimi 5 anni sono stati così lunghi e pesanti, quasi non ce la fai più, hai voglia di chiudere con le scuole superiori, hai voglia di andare all’università e di essere finalmente libero.

Finalmente termina anche il quinto anno e sei all’università.

Finalmente ce l’hai fatta, finalmente ci sei, finalmente scegli tu cosa fare, hai superato il traguardo.

Ora hai sete, ma non sete di acqua, sete di libertà.

Quella libertà che per 5 anni non hai avuto, quella libertà che per 5 anni hai aspettato.

Hai sete di libertà e te la prendi tutta, esattamente come quel corridore che arrivato al traguardo ha bisogno di acqua, afferra la bottiglia e la beve tutta d’un fiato.

Tu fai la stessa cosa, ti lanci su quella libertà tanto agognata e ne abusi.

Esatto, tu come il corridore ne abusi, non hai limiti, prendi di più di quello che ti serve.

Qual è la conseguenza?

Te la sei presa troppo con comodo, i primi mesi di università passano e tu sei andato a lezione un giorno si e uno no, è iniziata la prima sessione e hai provato a dare gli esami.

Ci hai provato, non hai veramente studiato.

Ti sei accorto di quanto poco tempo avessi solo 15 giorni prima dell’appello.

E’ appena iniziato il tuo percorso universitario e già sei indietro.

I primi esami sono andati male e senti già il fiato sul collo dei tuoi genitori che si lamentano perché hai appena iniziato e sei già sei in ritardo.

Provi a rimetterti in carreggiata ma non è semplice, devi preparare più esami contemporaneamente, ogni esame ha almeno un libro di 500 pagine da studiare.

Non sai come organizzarti, non sai se preparare più esami contemporaneamente, oppure uno alla volta.

Preparane uno alla volta ti sembra la cosa più semplice, ma così facendo sai che nella prossima sessione darai solo quello, sei già indietro, non puoi permetterti di sbagliare anche la prossima sessione.

Sei arrabbiato con te perché non hai saputo organizzarti, sei all’università da pochissimo e già ti trovi a dover rincorrere qualcosa, non sei tu che gestisci le scadenze, sono le scadenze che gestiscono te.

Provi a fare quello che facevi alle superiori, inizi ad andare a lezione tutti i giorni, studi come hai sempre fatto: leggi, fai schemi e riassunti e poi ripeti.

Peccato che….

Peccato che non sei alle superiori con la verifica sulle ultime 20 pagine del programma, ora sei all’università, il malloppo sulla scrivania è un mattone con il quale potresti fare i pesi, non hai idea di come studiare quel tomo gigante.

Il tempo continua a passare, la sessione di esame si avvicina, tu sei indietrissimo, non sai come fare.

Non sai come pianificare il lavoro, non sai come gestire il tempo, non sai affrontare pagine e pagine interminabili.

Ti manca un metodo di studio.

Se avessi un metodo di studio adeguato ed efficace ora sapresti come fare una tabella di marcia, come programmare il tempo, come preparare più esami contemporaneamente.

Con il giusto metodo di studio puoi recuperare tutto il tempo perso e preparare gli esami in modo veloce ottenendo dei voti che lascerebbero i tuoi professori delle superiori senza parole.

Il tempo non è mai tanto o poco, il tanto o poco dipende da come lo gestiamo.

I miei studenti, mediamente, preparano gli esami in un tempo che va da una a tre settimane, ti assicuro non sono ragazzi straordinari, sono “solo” ragazzi che hanno un metodo di studio straordinario.

Fino a 20 anni fa per parlare con un caro amico che vive dall’altra parte dell’Italia, dovevo scrivergli una lettera che sarebbe arrivata almeno una settimana dopo, oggi se voglio parlare con lui basta che scriva una email e nel tempo di un click la sta leggendo.

Che cosa è cambiato? Lo strumento che uso.

Il metodo di studio è uno strumento, cambia lo strumento e cambieranno i tuoi risultati.

Niente è perso se lo strumento che hai è adeguato alla tua sfida.

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