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In Italia ci sono tantissimi studenti universitari che si laureano fuori corso, ovvero che impiegano più tempo di quello effettivamente previsto dall’ordinamento universitario, per conseguire la tanto agognata laurea. I fattori che incidono sul laurearsi in ritardo sono molteplici, ma sempre più spesso sento parlare di quello che comunemente viene chiamato “Blocco psicologico dello studente” Ma cos’è il blocco psicologico? E come si presenta il blocco nello studio?
Si tratta di una condizione che non consente di concentrarsi al meglio ed apprendere i contenuti, anche passando del tempo sul libro, sapendo di doverlo fare.
Non si tratta perciò di semplice mancanza di energie, dovuta a una sorta di stanchezza momentanea, a svogliatezza o pigrizia, ma ad un insieme di pensieri costanti e continui legati al fatto che non si riesca a studiare come si vorrebbe, per i motivi più svariati. Spesso coincide con un esame che si è provato a passare più volte senza successo, oppure con problemi familiari, personali, relazionali, economici. Il blocco perciò non consente di affrontare il lavoro nel modo più adeguato perché cognitivamente c’è un ostacolo vero e proprio, Si tratta di una serie di pensieri limitanti che rallentano la capacità e la voglia di studiare, fino ad indurre uno studente a pensare di essere un incapace. Crea stress e rende irritabili specialmente se qualcuno fa pressioni e vuole indurci a studiare forzatamente. Anche se razionalmente si pensa di dover studiare, non ci si riesce. E’ capitato a molti e non c’è nulla di male. Ciò che va in questi casi evitato è la chiusura in sé stessi e il non volerne parlare come fosse una condizione da nascondere o di cui vergognarsi.

Quali è il primo step da attuare per superare il blocco psicologico? Prima di tutto tentare di capirne l’origine di sicuro può aiutare. Qui si entra nel campo della psicologia e se necessario potrebbe servire affidarsi ad un esperto. Intanto ecco alcuni semplici passi che si possono fare subito per iniziare a rimettersi in moto e sbloccarsi. Importante è reagire e fare qualcosa che ci permetta di rompere quello schema di malessere .

Intanto è importante farsi delle domande e dare delle risposte scritte per avere più consapevolezza; ad esempio: sono solo stanco o temo qualcosa in particolare? Abbiamo un conflitto in corso con quel Professore o con quella materia? Stiamo attraversando un periodo difficile della nostra vita?Per quale motivo?
Scrivere le risposte aiuta a fare chiarezza ed essere più onesti con sé stessi.

Poi potrebbe essere utile studiare insieme a qualcun altro, magari una persona con la quale non si ha uno stretto rapporto di amicizia, ad esempio un collega universitario; infatti studiare gli stessi argomenti con un altra persona costringe ad essere più concentrati e produttivi, per paura di far perdere tempo all’altra persona

Un’ultimo consiglio è quello di porsi dei piccoli obiettivi di studio e raggiungerli, in modo tale da ritrovare un pò di fiducia. Ad esempio fare un planning giornaliero di poche pagine, facile da completare, ed aumentare gradualmente, man mano che si ritrova il ritmo. In questo modo si può ritrovare energia e motivazione nel porsi piano piano un obiettivo sempre più grande, ma arrivandoci in modo graduale, quindi in modo che sembri più facile da raggiungere.

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